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05/11/2012 - RASSEGNA STAMPA » OCCUPAZIONE

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TAGLI E RINUNCE: GLI UNDER 35 I PIÙ PENALIZZATI

“Che i giovani siano particolarmente penalizzati dalla grave recessione tuttora in atto è cosa nota –dice il Presidente Nazionale del Patronato Epas, Denis Nesci- ma forse non tutti sanno che le rinunce che gli under 35 sono loro malgrado costretti a fare riguardano anche beni di prima necessità. È davvero triste pensare che nel nostro Paese i giovani, oltre ad incontrare difficoltà spesso insormontabili nel tentativo di realizzarsi professionalmente, debbano anche tirare la cinghia quando si tratta di affrontare spese sanitarie: urge trovare dei rimedi efficaci –continua Nesci- per frenare questa continua deriva che riguarda una fascia di popolazione sempre più ampia”.

Le dichiarazioni del Presidente Epas riguardano i dati emersi dall’elaborazione condotta dal centro studi Datagiovani, ricerca che illustra in maniera abbastanza preoccupante il quadro sociale del momento: i tagli adottati dalle coppie giovani, in media, sono il triplo di quelli (peraltro consistenti) del totale delle famiglie italiane. Una delle conseguenze dirette di questo problema è la scelta di molti giovani di restare single, per poter quantomeno permettersi qualche euro in più in alimentari, arredamento e spese sanitarie; con queste premesse non sorprende che l’Italia possa vantare (si fa per dire) il record del 42% di ragazzi tra i 25 e i 34 anni ancora residenti presso la famiglia d’origine. I “coraggiosi” che scelgono una maggiore indipendenza lo fanno spesso pagando un prezzo molto salato, che si traduce in affitti elevati per potersi permette una casa comunque molto piccola e, in molti casi, nella necessità di dover accettare lavori sottopagati e senza alcuna relazione con le proprie competenze o col percorso di studi sostenuto per anni. 

I numeri, impietosi nel delineare i contorni di una situazione a dir poco allarmante, parlano di un tasso di disoccupazione giovanile al 35%, nonostante sempre più spesso gli under 35 finiscano per accettare impieghi nettamente al di sotto del proprio livello di formazione: tutto ciò ha ricadute inevitabili sul tenore di vita dei giovani e sulla riduzione drastica dei consumi. Davanti a questi dati, quindi, diventa naturale invocare una svolta socio-politica capace di attuare investimenti diretti, aumentare la produttività con scelte coraggiose e non attente esclusivamente a contenere i costi, e soprattutto orientare realmente i giovani per dar modo alle nuove generazioni di fornire il proprio grande contributo alla collettività. 
 
“La sfida del presente e dell’immediato futuro è quella di dare un futuro al nostro Paese, valorizzando milioni di giovani in attesa di poter dire la loro e di contribuire al benessere di tutti. Se non si inizia davvero a cambiare rotta –afferma Denis Nesci- la frattura generazionale già in atto continuerà ad aggravarsi. Credo che ogni persona debba esser messa nella condizione di poter scegliere il proprio avvenire, di programmare la propria vita e di progettare il proprio domani –continua il Presidente Nazionale del Patronato Epas- scegliendo autonomamente se avere o no una propria famiglia, una propria casa e un determinato stile di vita: oggi, purtroppo, molte scelte non sono più possibili per tanti giovani, obbligati da innegabili difficoltà ad accettare passivamente un’esistenza spesso lontana dalle proprie aspirazioni”.