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09/11/2012 - RASSEGNA STAMPA » PREVIDENZA

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EFFICIENZA ENERGETICA, IN ARRIVO INCENTIVI PER I CITTADINI

Il “pacchetto casa”, avviato con il primo Decreto Sviluppo e gli sgravi per l’efficienza energetica del 55%, e arricchito dall’esenzione del 50% per le ristrutturazioni edilizie, può contare adesso su un terzo tipo di incentivi: il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, di concerto col Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, ha infatti annunciato il varo del conto termico, relativo appunto all’energia termica da fonti rinnovabili. In particolare, probabilmente da gennaio 2013, potrebbe diventare effettivo il diritto al rimborso del 40% degli investimenti per caldaie e stufe ecologiche. 

Il provvedimento rientra nell’ambito delle operazioni finalizzate all’ammodernamento di abitazioni ed uffici, con l’intento di riequilibrare il mercato di un settore che, se razionalizzato al meglio, può dare un contributo importante nel far ripartire l’economia. Fino ad oggi, secondo i Ministri che hanno proposto questi nuovi incentivi, le rinnovabili termiche sono state un po’ troppo sacrificate a favore del fotovoltaico, per cui è opportuno riequilibrare il mercato e dare vita ad un nuovo capitolo riguardo l’utilizzo delle risorse energetiche. 

Intervenire in un settore come quello della Green economy è una cosa a nostro modo di vedere lodevole –dice il Presidente Nazionale del Patronato Epas, Denis Nesci- tanto più che questi provvedimenti hanno un riscontro importante per le tasche dei cittadini, considerando i rimborsi a cui le famiglie avranno diritto. Allo stesso tempo, crediamo che intraprendere iniziative tese al risparmio sulle importazioni energetiche e al rilancio dell’economia –continua Nesci- significhi tentare nuove vie per aiutare la nostra economia ad uscire dal momento difficile tuttora in atto”.
 
Provando a fornire un po’ di cifre, Passera e Clini parlano di 900 milioni di euro stanziati per l’efficienza energetica, con 700 milioni destinati ai privati e 200 milioni alla Pubblica Amministrazione; il rimborso avverrà in due anni, salvo che per interventi più onerosi, per i quali è previsto un periodo di cinque anni. Tra le idee alla base di questa scelta vi è anche il tentativo di creare una filiera industriale produttiva italiana delle fonti alternative, puntando sul termico, settore che può migliorare di un terzo il rapporto costi-benefici se paragonato al fotovoltaico e che, secondo le previsioni, in tempi brevi potrebbe sostenersi autonomamente, senza bisogno di incentivi.
 
“Bisogna provare a battere tutte le strade possibili per dare vita ad un nuovo corso –conclude il Presidente Epas Denis Nesci- coniugando il fondamentale bisogno di far ripartire l’economia tutelando al contempo i cittadini, con l’altrettanto impellente necessità di rispettare l’ambiente con interventi oculati”.