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20/11/2012 - RASSEGNA STAMPA ATTUALITA'

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NAPOLITANO: LA CULTURA FONDAMENTALE PER LA CRESCITA DEL PAESE

La soluzione dei tagli lineari, utilizzata pressoché in ogni ambito e considerata in maniera negativa dalla stragrande maggioranza dei cittadini e dell’opinione pubblica, mostra tutta la sua inadeguatezza se applicata al settore della cultura, un settore già parecchio trascurato per un lungo arco di tempo; tale tesi, condivisa da diversi ambienti sociali e politici, è fatta propria dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che l’ha espressa nel corso della sessione mattutina agli Stati Generali della cultura. 

 Il Capo dello Stato, in un appassionato discorso, invita gli italiani a non rassegnarsi alla logica del rigido formalismo, ricordando a tutti che la politica ha il compito di operare delle scelte e di prendere coscienza dell’enorme potere che può avere la cultura nel far ripartire il Paese, affermando che per troppo tempo tale grande forza è stata colpevolmente sottovalutata. Nel dire questo, Napolitano ha puntato il dito contro l’insieme di norme e autorizzazioni eccessivamente complesse che inevitabilmente frenano il Governo limitandone il raggio d’azione, e che sono state definite “incrostazioni burocratiche”.

“Non si può che valutare positivamente ciò che ha detto il Presidente Giorgio Napolitano –sono le parole di Denis Nesci- poiché una maggiore attenzione per il mondo della cultura non potrà che apportare benefici importanti al nostro Paese, contribuendo in maniera significativa alla crescita sociale, ma anche economica, della collettività. Speriamo che un invito alla riflessione così autorevole –aggiunge il Presidente Nazionale del Patronato Epas- possa fornire un input a chi è chiamato a valorizzare al meglio il grandissimo patrimonio culturale del nostro Paese, a beneficio di tutti”.
 
Napolitano ha parlato della necessità di investimenti nella cultura, identificando in questa scelta un autentico motore moltiplicatore dello sviluppo, e richiamando alle proprie responsabilità tutti quanti, dal Governo nazionale a quelli locali, senza dimenticare i diversi soggetti della società civile. Ha poi sottolineato come sia incoraggiante il fatto che, a fronte della diminuzione delle spese per consumi diretti, non si assiste allo stesso fenomeno per quel che concerne la spesa culturale. Non è mancato infine un richiamo alla Legge fondamentale dello Stato, vale a dire la Costituzione: l’articolo 9 del testo costituzionale, infatti, dice che “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.